Note 343 — CAPITOLO VI.
Reading edition
Malaterra, lib. III, cap. X; Anonimo presso Caruso, Bibl. Sic., pag. 848; Fra Corrado, anno 1076.
Una tradizione locale, confrontata con una scrittura del XVI secolo, la quale non sappiamo se sia fondata esclusivamente sulla medesima tradizione, porterebbe a credere distrutta la fortezza di Judica o Zotica, dal popolo di Caltagirone, colonia genovese che avesse prestate sue forze al conte Ruggiero. Tratterò a suo luogo della probabile origine genovese di Caltagirone. La tradizione, in vero, e la citata scrittura del secolo XVI la quale è trascritta nel Ms. dei privilegii della città di Caltagirone, fog. 602, a 609, col titolo di Chronica Pheudorum Hamopetri, dicono occupata Judica dagli uomini di Caltagirone al tempo di re Ruggiero, dal quale s’erano ribellati que’ Musulmani; onde il re, non sapendo altrimenti domarli, promise il territorio a chi espugnasse la rôcca. I Caltagironesi vi riuscirono per tradimento di una loro concittadina, tenuta a forza dal signor musulmano; la quale ordinò coi propri fratelli di aprire una notte le porte del castello; talchè andativi gli armati di Caltagirone, entrarono, distrussero ogni cosa e s’ebbero dal re il territorio. Questo fatto, sotto il regno di Ruggiero il re, non può ammettersi; tanto più che il feudo di Judica e quello di Fatanasino che v’era congiunto, compariscono in un diploma del 1160, venduti dal fisco regio al Comune, non già donati. Più verosimile sarebbe che i Caltagironesi, per pratica della donna, avessero occupato il castello com’ausiliarii del Conte Ruggiero nel 1076, e che la tradizione avesse poi confuso il conte e il re dello stesso nome, e guasta la data al par che il titolo d’acquisto del territorio. Ma non registrerò al certo un fatto storico sopra simili supposti. Certo egli è che alla metà del XII secolo la rôcca era distrutta; poichè Edrisi non ne fa parola, mentr’egli pur nota il mensil, o diremmo noi villaggio, di Judica. Della fortezza rimasero spaziose cisterne e pochi ruderi; e l’asprezza del monte mostra il sito inespugnabile. Su queste condizioni topografiche e su le tradizioni, si vegga Amico, Dizionario topografico della Sicilia, articolo Judica: e Aprile, Cronologia Universale della Sicilia, pag. 64 segg., 91 seg. Ne fa cenno anche il Fazello, Deca I, lib. X, cap. II, trattando di Caltagirone.