Note 617 — CAPITOLO IX.
Reading edition
Kâid Barûn, direttore, diremmo noi, del Demanio; diploma dell’aprile 1150, mal pubblicato dal Caruso nella Biblioteca Sacra, ec. Palermo, 1834, pag. 28, del quale ho miglior copia per cortesia del professore Cusa. Pare sia lo stesso paggio (fatâ) Barun, il cui nome si legge in un frammento d’iscrizione monumentale nella casa del Municipio di Termini. Imâd-Eddin, nella Kharida (Biblioteca Arabo-Sicula, testo, pag. 581,) novera tra i poeti siciliani un Giâfar-ibn-Barûn.
Gaitus Ricon (?) domini regis Magister Camerarius et familiaris, e Gaytus Maranus, domini regis magister et familiaris, soscritti in un diploma del 1167, nel Tabulario della Cappella Palatina di Palermo, pag. 25.
Καΐτος Βονλκατάχ, uno degli Arconti della corte, diploma greco del 1168, presso Spata, op. cit., pag. 440.
Caitus Riccardus, capo dei Segreti, diploma di origine greca, dato il 1169, traduzione latina, presso Pirro, Sicilia Sacra, pag. 1017, e il medesimo in un diploma greco del 1183, presso Spata, op. cit., pag. 291.
Gaitus Martinus, già morto, camerario del re. Diploma latino del 1172, presso Pirro, Sicilia Sacra, pag. 454.
Gaytus Johannes, camerario del re. Diploma latino-arabico del 1187, nel Tabulario della Cappella Palatina di Palermo, pag. 37, 38. Quivi è citato nel lesto latino il Gaytus Riccardus di cui si è detto poc’anzi, e lo si vede soscritto in arabico tra i testimonii col titolo di Kâid. Al contrario il Gaytus Giovanni è pria nominato e poi sottoscritto nel testo arabico Fatâ, cioè paggio della corte e Fatâ anco un Ammâr testimonio. Il Morso, il quale trascrisse e tradusse cotesto diploma, lesse erroneamente in luogo di Fatâ la voce Kata che non significa nulla, e identificò questa con Gaytus, cioè Kâid.