← Table of contents
Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte I

Note 579 — CAPITOLO IX.

Reading edition

Un diploma del conte Ruggiero, dato, com’e’ pare, del 12 febbraio 1095, e scritto in greco, se non che i nomi degli uomini (rigiâi) sono in arabico, concedeva alla chiesa di Palermo settantacinque agareni, undici buoi, e dei poderi ne’ territori di Giato, Corleone e Limona; dovendo gli Agareni pagare alla chiesa, per doma, in inverno 750 tarì e altrettanti in agosto, con 150, mudd di frumento e 150 d’orzo. Ogni villano così dava in ogni anno 20 tarì, due salme di frumento e due d’orzo e nulla più. Si avverta che la spedizione latina del medesimo diploma presso Pirro, Sicilia Sacra, pag. 76, non contiene i particolari delle prestazioni. Una pessima traduzione latina del testo greco, si legge presso il Mongitore, Bullae, ec. Panormitanæ Ecclesiæ, pag. 13, opera del gesuita Giustiniani da Scio, il quale, tra le altre cose, tradusse laudemium la frase λογοῦ δόματος. Pieno anco di errori il testo pubblicato dal Mortillaro, nel Tabulario della cattedrale di Palermo, pag. 8 segg.

Non cito qui il diploma del 1093, presso Pirro, Sicilia Sacra, pag. 695, per il quale furono conceduti al vescovo di Girgenti 400 villani col casale, Cathal. in quo frumenta, etc., poichè il testo iui par sì corrotto da non potervi far assegnamento; nè ha chiarita quella dubbia lezione il Gaglio, negli Opuscoli di Autori siciliani, tom. IX.

La voce δόμα occorre anco in un diploma greco di Sicilia del 1192, presso Spata, Pergamene, pag. 306, e in tre diplomi greci della estrema Calabria del 1188, 1198 e 11.., presso Trinchera, Syllabus, pag. 300, 334 e 557, col significato di tributo principale, diverso dalle angarie e dagli altri pesi che sopportavano i villani: tributo personale, senza dubbio, poichè talvolta si pagava ad altro signore che quello del luogo ove attualmente soggiornasse il villano. Il sig. Spata ha tradotto vagamente esazione, e il sig. Trinchera, con troppa precisione, jus hospitii. Ma quella voce nel greco dei bassi tempi valea dono; come si scorge da’ luoghi del Nuovo Testamento, delle Basiliche e di altri scritti del medio evo, citati nel Thesaurus, edizione Hase, Parigi, 1833, tomo I, col. 1642. Non sarebbe stato vezzo nuovo di chiamar così un’odiosa imposizione.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings