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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte I

Note 305 — CAPITOLO IV.

Reading edition

L’espugnazione di Palermo si ritrae da:

Amato, lib. VI, cap. XII a XXII.

Malaterra, lib. II, cap. XLIII, XLIV, XLV.

Guglielmo di Puglia, lib. III.

Anonimo presso Caruso, op. cit., e la traduzione francese, ll. cc.

Leone d’Ostia, lib. III, cap. XVI, e XLV.

Lupo Protospatario e Anonimo Barese, 1072, presso Pertz, dov’è la necessaria correzione januarii in luogo di junii.

Cronica della Cava, anni 1070, 1072.

Cronica Amalfitana, presso Muratori, Antiq. Ital., tomo I, p. 213.

Romualdo Salernitano, anni 1070 e 1073.

Cron. di Santa Sofia di Benevento, presso Muratori, Antiq. Ital., tomo I, p. 259.

Fra Corrado presso Caruso, Bibl. Sic., p. 48.

Per la data, ho seguìta col Muratori (Annali, 1072), la testimonianza dell’Anonimo barese, la quale si accorda con quella di Amato, che l’assedio cominciasse in agosto e durasse cinque mesi. Il Malaterra attribuisce la stessa data all’assedio e pone la resa nel 1071, poichè egli cominciava il nuovo anno a’ dì 25 marzo.

Il Fazello, Deca IIª, lib. VII, cap. I, contro le testimonianze contemporanee, senza allegare nè anco una tradizione, dice aperta la città da’ prigionieri cristiani. È proprio il caso della occupazione di Tunis successa a’ suoi tempi. D’altronde avendo fatta consegnar Messina da’ Cristiani, il Fazello non seppe negare un onore somigliante alla città di Palermo.

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