Note 294 — CAPITOLO IV.
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Non fa mestieri notare che questa chiesa della Vittoria sia diversa da quella fuor la Porta Nuova di cui si è detto di sopra. Giace propriamente in un vicolo “chiamato oggi della Salvezza” il quale aprendosi tra la Chiesa della Gancia e il monastero della Pietà, mette capo al bastione dello Spasimo.
Le prime memorie in cui sia scritta la tradizione di questa Porta della Vittoria, tornano alla fine del XV secolo: dalle quali si scorge ch’eravi dipinta una Madonna molto celebre tra i devoti della città; che si ottenne dal governo il permesso di fabbricarvi una chiesa; che questa fu murata nel 1489; e che nel 1497, l’arcivescovo di Palermo, assentendegli il Senato della città, decretò di celebrarvi una festa annuale il 2 gennaio. Nel XVI secolo poi vi fu messa la seguente iscrizione latina, ch’è riferita del Giardina (Le Porte di Palermo, Palermo 1732, pag. 11) e che or si vede dipinta sur un’asse dopo il secondo altare a destra:
“Porta hæc, in quam Rogerius invictissimus Siciliæ comes irrumpens, aditura exercitui christiano ad urbem hanc Panormum ab iniqua Saracenorum servitute emancipandam patefecit, victoria cognomento ab eo devictorum hostium summo cum honore ob insignem reportatam victoriam, Deiparæ Virginis cultu victoris ejusdem principi ardenti ac pio desiderio consecrata est, quintilio mense dom. incarnationis MLXXI.”
Altra iscrizione poi attesta una novella ristorazione delle fabbriche seguita il 1701. Oggidì si veggono: 1º Gli avanzi d’una porta nel posto che ho indicato; 2º Una Madonna col Bambino e una bandiera, immagine ritoccata o ridipinta, il cui stile par non possa riferirsi all’XI secolo. Cotesta dipintura rappresenta senza dubbio la favola raccontata del P. Ottavio Gaetani, cioè che la Madonna comparve lassù a Ruggiero con la bandiera in mano, chiamandolo ad entrare in città. Quanto all’iscrizione di cui ho dato il tenore e ch’è opera di Antonio Veneziano, ognun vede che renda la tradizione qual correa presso gli eruditi nel XVI secolo; poichè vi è nominato Ruggiero in luogo di Roberto e messa la data di luglio 1071 in vece di gennaio 1072. Rimondata de’ miracoli e delle invenzioni degli eruditi, la tradizione torna al mero fatto che i Normanni entrarono da quella porta: e ciò sta benissimo col racconto de’ cronisti contemporanei. Quando poi vi fosse dipinta per la prima volta l’immagine della Madonna, e se fossevi stata fabbricata una cappella nell’XI secolo o nel XII, o dopo, non mi preme ora investigarlo, nè sarebbe agevol cosa. Si vegga il Giardina l. c; Mongitore, Palermo Devoto di Maria Vergine, I, 31 segg., 250 segg.; Inveges, Palermo Nobile, 1071; Di Marzo Ferro, Guida di Palermo, 1858, pag. 360-361. Debbo le notizie locali e il confronto del Mongitore, al dotto giovane, il professore Antonio Salinas, ch’io ne richiesi, non essendomi accaduto mai d’entrare in questa chiesetta della Vittoria.