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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte I

Note 268 — CAPITOLO IV.

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Una chiesetta diroccata il 1598 quando si fabbricò in quel sito il noviziato de’ Minimi di San Francesco di Paola, si chiamava della Vittoria e vi si leggea questa iscrizione: «Roberto Panormi duce et Siciliæ Rogerio Comite imperantibus, Panormitani cives ob Victoriam habitam, hanc ædem B. Mariæ sub Victoriæ nomine sacrarunt. An. Dom. 1071.» (Inveges, Pal. nob. Er., 7, an. 1071, nº 9; Mongitore, Palermo Divoto di M. V., lib. I, cap. V; Giardina, Le antiche porte di Palermo, (Palermo, 1732) p. 11, 12).

La iscrizione data il 1071 è falsa senza alcun dubbio, come lo provano la latinità, le formole e il titolo di Panormitani Cives, che allor sarebbero stati i Musulmani. Pure questa iscrizione attesta infallibilmente un’antica tradizione, che non v’ha ragione di mettere in forse. Errarono poi gli eruditi Palermitani ponendo all’assedio da quel lato Roberto piuttosto che Ruggiero. Il titolo della Vittoria rimase alla Chiesa e al Convento de’ Paolotti, il quale fu occupato per lunghissimo tempo da uno o due squadroni di cavalleria, ed or v’ha stanza l’artiglieria.

È da ricordare che al tempo d’Ibn-Haukal (veggasi il nostro Libro IV, pag. 297, del II vol.) sorgea da quella parte il Me’sker, ricinto fortificato senza dubbio, che i Normanni appena entrati in Palermo, mutarono in cittadella, come sarà detto largamente alle pag. 137-138 di questo terzo volume. Si dee dunque supporre che il ricinto stesse tuttavia in piedi al tempo dell’assedio. Ma in qual modo allor fosse separato dalla città vecchia, e se compreso nell’àmbito delle sue mura, non si ritrae: e però non possiamo determinare se durante l’assedio il tenessero i Musulmani ovvero i Normanni. De’ quali due supposti credo più verosimile il primo, e che lo alloggiamento del conte Ruggiero fosse posto appunto rimpetto il Ma’skar, alla distanza di sei o settecento metri; poichè il Ma’skar par si stendesse fino all’odierno sito di Porta nuova o un po’ più alto.

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