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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte I

Note 248 — CAPITOLO IV.

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Il Malaterra porta l’anno di questo combattimento, e Ibn-el-Athir quello del ritorno d’Aiûb in Affrica, i quali coincidono in cinque mesi (31 ottobre 1068 principio del 461 dell’egira, a 24 marzo 1069 fine dell’an. 1068 dell’incarnazione). Sembra dunque che Aiûb fosse tuttavia in Sicilia e forse in Palermo al tempo del combattimento, e che a lui abbia fatta allusione il conte Ruggiero con le parole riferite dal Malaterra: Si ducem mutaverunt, ejusdem nationis, qualitatis et religionis est cujus et cæteri sunt.

Sembra da coteste parole che il nuovo duce non fosse stato vinto per anco da’ Normanni, il che ben s’adatterebbe ad Aiûb. Se poi non si vanta la sconfitta del re d’Affrica e d’Arabia, può spiegarsi in questo modo che Aiûb, quantunque emir de’ Palermitani in quel tempo, non si fosse trovato alla testa della gente che uscì a combattere.

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