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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte I

Note 229 — CAPITOLO III.

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Argomento cotesta pratica dal confuso ed erroneo cenno che ne fa Amato, Ystoire de li Normant, lib. V, cap. XXVIII: Roberto, durante l’assedio di Bari (1068-1071), affinchè i Saraceni non potessero munirsi e provvedersi, domandò l’aiuto dei Pisani, i quali apprestate lor navi e compagnie di cavalieri e balestrieri, vennero dritto alla città, spezzarono la catena del porto, e messero a terra parte di loro forze: dopo la vittoria del duca in Puglia ebber da lui grandissimi doni, e se ne tornarono a Pisa. Ognun vede che il racconto di Amato, per vizio di copista o dell’autore, non regge. Si tratta al certo di Palermo, non di Bari dov’erano Greci e non Musulmani; e del fatto del 1063, non della espugnazione di Palermo del 1072, nella quale non compariscono i Pisani. Da ciò argomento una pratica di Roberto nel 1063 rimasta senza effetto, e scontraffatta nella traduzione francese che noi abbiamo. Non posso supporre che l’autore, vivente e adulto in quel tempo, abbia commesso un anacronismo di dieci anni e scambiato il nome della città; nè che i Pisani fossero venuti una seconda volta a spezzar le catene del porto di Palermo, senza che ne facciano parola i loro annali.

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