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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte I

Note 193 — CAPITOLO III.

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Ecco le parole d’Ibn-el-Athir, Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 276, copiate con poco divario da Abulfeda, anno 484, Nowairi e Ibn-Abi-Dinâr, op. cit., p. 414, 447, 534. «Assediato in Castrogiovanni, Ibn-Hawwasci uscì a combattere; ma rotto dai Franchi si ritrasse nella fortezza: quelli cavalcarono per la Sicilia e s’impadronirono di molti luoghi. Allora lasciavan l’isola non pochi dotti e onesti uomini. Alcuni dei quali andarono appo Moezz-ibn-Badis esponendogli la condizione del paese, le discordie del popolo musulmano, il territorio in parte occupato dai Franchi; onde Moezz allestita una grossa armata e imbarcati fanti e munizioni, la fece salpare ch’era d’inverno. Alla Pantellaria, surta una tempesta, la più parte annegò; pochissimi si salvarono; la perdita del quale navilio indebolì molto Moezz, e rincorò gli Arabi sì che gli tolsero l’Affrica.» Sendo morto Moezz il 24 sciàban 454 (Bayan el Maghrib, tomo I, p. 308) ossia il 31 agosto 1062, la spedizione va posta nell’inverno precedente, cioè pochi mesi dopo la battaglia di Castrogiovanni della quale sappiamo la data dagli scrittori cristiani, sì che possiamo così correggere i musulmani citati di sopra a p. 74, i quali la pongono nel 444 (1053). Gli autori arabi, per effetto dell’anacronismo loro di otto anni, noverano questo naufragio tra le cause del facile conquisto degli Arabi d’oltre Nilo sopra l’Affrica, il quale era compiuto innanzi il 1061, come s’è notato in altro luogo.

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