Note 213 — CAPITOLO III.
Reading edition
Ibn-el-Athîr, anno 484, testo, nella Biblioteca arabo-sicula, p. 277; e Nowairi, op. cit., p. 447, e presso Di Gregorio, p. 26. Entrambi recano il fatto, senz’altra data, dopo la esaltazione di Tamîm, e seguono a raccontare, con la transizione d’un indi, il passaggio d’Aiûb a Girgenti ed altri gravi successi infino al 461 (1068-69). L’indi mi par che qui valga dopo tre o quattro anni. Si avverta che il nome Aiûb è la forma arabica di Giobbe.