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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte I

Note 211 — CAPITOLO III.

Reading edition

La morte di Moezz è recata nel 453 da Ibn-el-Athir, testo, anno 484, nella Biblioteca arabo-sicula, p. 277, e dal Nowairi, op. cit. fol. 40 recto. Ibn-es-Scerf, citato nel Baiân, p. 308, la riferisce al 453, ma Abu-s-Salt, ibid., porta la data del 24 sciaban 454; e Tigiani, l. c., conferma l’anno, al pari che Ibn-Abbâr, nell’Hollet-es-Siarâ, MS. della Società Asiatica di Parigi, fol. 108 verso. Mi attengo a questi tre ultimi scrittori, come autorevoli sopra ogni altro nelle cose dell’Affrica.

La condizione di Tamîm al principio del regno è così definita da Tigiani, MS. di Parigi, sup. 911 bis, fol. 135 recto, e trad. di Mr Rousseau: «E gli Arabi gli tolsero ogni cosa, non rimanendogli se non che il perimetro delle mura di Mehdia. Ma talvolta, confederandosi con alcuna tribù d’Arabi, trovò modo d’uscire in campo contro cui veniva ad assalirlo, e di assediare alcuna delle città ribellatesi da lui.»

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