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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte I

Note 172 — CAPITOLO II.

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Malaterra, libro II, capitolo XVII, si contenta di dare ai Normanni 700 uomini, ed ai nemici 13,000; e l’Anonimo presso Caruso p. 838 e nella traduzione francese, libro I, capitolo XIV, copia tali cifre aggiugnendo che nell’una come nell’altra si comprendessero i fanti. Amato, libro V, capitolo XXIII, copiato da Leone d’Ostia, libro III, capitolo XLV, scocca l’iperbole dei 13,000 cavalli e 100,000 fanti Musulmani; ma lascia a Roberto i 1000 cavalli e 1000 fanti ch’avea rassegnati in Messina. È notevole che Ibn-Khaldûn, traduzione francese di M. Des Vergers, p. 183, trascrivendo quasi da Ibn-el-Athir il brevissimo cenno di questa battaglia, vi aggiugne che Ruggiero avesse 700 uomini: e potrebbe essere appunto la tradizione normanna, intesa in Palermo nel XII secolo da Ibn-Sceddâd, la cui compilazione ci manca. Per altro non sembra inverosimile che le mille lance noverate da Roberto a Messina, fossero ridotte dinanzi Castrogiovanni a 700, per malattie, morti e presidii, lasciati di certo per assicurare la ritirata sopra cento e più miglia da Castrogiovanni a Paternò, Maniace, Frazzanò e Messina. I 700 poi potrebbero essere i soli militi senza contarvi gli uomini d’arme di ciascuno. In ultimo la critica ci conduce a rigettare con le altre fole le schiere affricane dell’esercito. L’Affrica propria a quel tempo si travagliava nella irruzione degli Arabi d’oltre Nilo. E forse i narratori cristiani riportavano indietro al 1061, gli aiuti dei principi Ziriti del 1063, o contavano come «aiuti d’Affrica» qualche drappello di schiavi negri, di Berberi ec. al servigio dei Musulmani di Sicilia.

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