Note 126 — CAPITOLO II.
Reading edition
Malaterra, lib. II, cap. II, il quale, per mancanza di ragguagli precisi o per dissimulazione, parla vagamente di faccende che dovesse compiere il duca in Puglia durante l’inverno 1060-1061. Noi le sappiamo da Amato, lib. IV, cap. III, e lib. V, cap. IV, VI, VII, ed anche un po’ da Guglielmo di Puglia, lib. II, «Morti tradendum ec.» Preso da Roberto il titolo di duca, e cominciato a mutare l’autorità di capo federale in signor feudale, cospirarono contr’esso Balalardo suo nipote, Gazolin de la Blace, Ami figlio d’un Gualtiero, e un Goffredo, sovvenuti di danari dall’imperatore bizantino, al quale prometteano rendere il paese. Roberto tornato da Reggio li oppresse con le armi; indi assediò ed ebbe a patti Troia, municipio bizantino. Amato pone appunto dopo la resa di Troia la pratica del duca con Ibn-Thimna.