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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte I

Note 95 — CAPITOLO I.

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Si riscontri Ermanno Contratto presso Pertz, Scriptores, tomo V, p. 132: Indigentes bello premere, injustum dominatum invadere, hæredibus legitimis castella, prædia, villas, domus, uxores etiam quibus libuit vi auferre, res ecclesiasticas diripere ec. Arnolfo, Gesta episcoporum Mediolan., presso Pertz, Scriptores, tomo X, p. 10, 11, similmente dice i Normanni a poco a poco ingrossati in Puglia, divenuti più crudeli dei Greci e più feroci dei Saraceni. Anche ad Amato scappa di bocca qualche lagnanza quando si tratta di Monte Cassino, lib. II, cap. XLI. E lo stesso Guglielmo di Puglia, accennando alle pratiche con papa Leone, accerta che Argiro Veris commiscens fallacia mittit ec. Tralascio tante altre testimonianze, perchè superflue, ovvero sospette, come per esempio quella d’Anna Comnena.

Ferrari nostro, nella Histoire des Révolutions d’Italie, tomo I, p. 344, segg., crede calunniati i Normanni dall’umor di reazione unitaria che allor si scatenò contro la rivoluzione federale dei vescovi. Ancorchè io non osi, senza più lungo studio, negar nè accettare le nuove spiegazioni della storia patria che vien proponendo quell’alto ingegno, parmi pure di prestar fede alle precise affermazioni dei cronisti, che d’altronde si accordano con lo esempio di tutti i conquistatori o dominatori stranieri. Il fatto dei soprusi e quel della reazione non sono per altro incompatibili; e certo è che i Normanni, se servirono una rivoluzione italiana, la voltarono ad utile e comodo proprio.

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