Note 59 — CAPITOLO I.
Reading edition
Secondo il biografo di Arrigo II, Acta Sanctorum, 14 luglio, p. 760, l’imperatore elesse Melo duca di Puglia, il quale morì a Bamberg. Lupo Protospatario, anno 1020, fa ricordo di Melo col titolo di duca di Puglia, che probabilmente gli era stato dato dai popoli o da’ suoi partigiani in Italia. Il monaco Ademaro della nobile casa di Chabanois, nella cronaca terminata verso il 1029, scrive che al tempo di Riccardo II duca di Normandia un Rodolfo con molti altri Normanni andavano armati a Roma, e, connivente papa Benedetto, assaltavano e guastavan la Puglia, vincean tre battaglie; poi sconfitti dai Russi e altri soldati dell’impero bizantino, molti n’erano condotti prigioni a Costantinopoli; e che per tre anni i Bizantini, per rancore o sospetto de’ Normanni, vietarono ai pellegrini occidentali il passaggio di Gerusalemme, senza dubbio per l’Italia meridionale. Nel Recueil des Historiens des Gaules, ec., tomo X, p. 156, Rodolfo Glabro, che scrisse verso il 1044, narra le prime imprese dei Normanni in Italia in questo modo: che il guerriero Rodolfo perseguitato da Riccardo di Normandia, andava a Roma; si appresentava a papa Benedetto; era confortato da lui a combattere i Greci nell’Italia meridionale; cominciava gli assalti; era rinforzato di innumerevoli Normanni vegnenti alla spicciolata con piacere del conte Riccardo; guadagnava due battaglie; ma dopo la terza, vedendo scemati i suoi, andava a chiedere aiuti all’imperatore ch’indi passò in Italia (1022). Dunque in Francia, una ventina d’anni dopo, si attribuiva al papa l’origine di questa guerra. Si vegga la storia di Glabro, lib. III, cap. I, nel Recueil des Historiens des Gaules ec., tomo X, p. 25, 26. Il guerriero Rodolfo è un de’ fratelli di Gilberto, di cui dicono Amato e Leone d’Ostia.