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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte I

Note 36 — CAPITOLO I.

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Rodolfo Glabro, Historiarum, lib. I, cap. VII, nel Recueil des Historiens des Gaules ec., tomo X, p. 52, narra che i Saraceni d’Affrica perseguitavano i Cristiani per terra e per mare; che entrambi si accordarono di combattere giuste battaglie; che i Cristiani vinsero con grande strage, dicendosi anche ucciso il principe saraceno Motget; e che ragunate le preziose armadure nemiche del prezzo di parecchi talenti d’argento, le dettero per voto a Odilone abate di Cluny, il quale investì il valsente in arredi sacri e limosine. Rodolfo era contemporaneo e famigliare degli abati di Cluny; ma testa bislacca e gran contatore di favole. L’offerta votiva al monastero mi fece pensare dapprima a un’impresa di Provenzali, ma fattone parola al savio autore delle Invasions des Sarrazins en France, mi ha convinto che questa fazione, di certo navale, non potè compiersi se non che da armate italiane. Però suppongo il voto di qualche ausiliare provenzale ed una delle solite esagerazioni di Rodolfo Glabro. Si tratta probabilmente dell’assalto di Bona, e vi risponde la data, poichè Rodolfo non osservando l’ordine cronologico, pone questo fatto tra la morte di Roberto duca di Normandia (22 luglio 1035) e la ecclissi solare del 29 giugno 1033. Nelle Invasions des Sarrazins en France, p. 221, il dotto autore, M. Reinaud, accettò che Mogêhid fosse il condottiero dell’armata vinta; ma so ch’egli sarà per considerare il fatto altrimenti sulla nuova edizione che apparecchia.

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