Note 26 — CAPITOLO I.
Reading edition
A tal concetto mi portano i pochi fatti che abbiamo della Storia di Sardegna nell’XI e XII secolo, i quali si leggono nel Manno, op. cit., lib. VII. Lorenzo Vernese nel luogo citato del suo poema scrive:
Erepti Sardi jugulis, tutique fuerunt; Indeque tota manent Pisanis subdita regno. Sardiniæ: docuere senet quæcumque retexo; Quæsitis Sardis, non hæc tibi vera negabunt.
Le quali parole, con le testimonianze non richieste che allega il poeta, mostrano che nella prima metà del XII secolo i Pisani non pretendeano per anco la piena signoria della Sardegna, ma un protettorato con gli abusi che ne seguitano. D’altronde non si comprenderebbe in qual altro modo avrebbero potuto signoreggiare in Sardegna i nobili e mercatanti che non governavano per anco Pisa. E si veggono molto più antichi della fuga di Mogêhid, i giudici che Benvenuto da Imola, presso Muratori, Antiq. Ital. Medii Ævi, tomo I, p. 1089, secondo le idee del XIV secolo, supponeva istituiti dai Pisani. La concessione dell’isola per Benedetto VIII è invenzione del XIII secolo, quando la corte di Roma avea dato lo scandalo di infeudare a questo ed a quello la Sicilia e la Sardegna stessa; nè alcuno ha prodotto mai il testo di quel privilegio; nè lo si allegò mai nelle contese fra i Genovesi e i Pisani presso Federigo Barbarossa, le quali si leggono distintamente nella continuazione di Caffari, anno 1164, presso Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo VI, p. 294, 295.
È da avvertire che il Saint Marc, Abrégé chronologique de l’histoire d’Italie, anni 1017 e 1021, tenendo per guida il Muratori, nega la concessione papale e la dominazione pisana, senza particolareggiare gli argomenti.
Il Manno (tomo I, p. 381, dell’edizione di Capolago) non osa troncare la difficoltà nè rigettare apertamente la narrazione riferita dal Gaietani nelle annotazioni alle vite dei Papi (Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo III, p. 401); il quale, nel 1638, affermava averla tolto da Lorenzo Bonincontro da San Miniato che scrisse, dice egli, più di dugent’anni addietro. Bonincontro o Gaietani, dava con nomi e cognomi, la divisione della Sardegna tra Pisani, Genovesi e Spagnuoli dopo la sconfitta e prigionia di Musetto. Basterebbe la menzione delli Spagnuoli, per dimostrarla fattura del XV secolo.