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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte I

Note 15 — CAPITOLO I.

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Si riscontrino: Ditmar, Chronicon, lib. VII, cap. 31, presso Pertz; Scriptores, tomo III, pag. 830; Marangone, nell’Archivio Storico Italiano, tomo VI, parte II, pag. 4; Chronicon Pisanum e Breviarium presso Muratori, R. I. S., tomo VI, pag. 107, 167, sotto l’anno pisano 1016; e il poema di Lorenzo Vernese, presso Muratori, stesso volume, pag. 124, dove si accenna che Mugeto l’anno innanzi la sconfitta finale (cioè 1016, del conto comune) s’era dato alla fuga vedendo venire l’armata pisana. Le croniche pisane laconicamente portano che i Pisani e Genovesi, fatta guerra in Sardegna con Mugeto, il vinsero. Ditmar vescovo di Mersebourg, morto il 1018, scrisse in fin della sua cronica in luogo che risponde al 1016, come i Saraceni venuti con l’armata in Longobardia occupavano «Lunam civitatem;» cacciatone il vescovo s’impadronivano delle case e mogli de’ terrazzani; come papa Benedetto chiamava alle armi i rettori e difensori della Chiesa; come il grande navilio ch’egli adunò stringeva i Saraceni nel porto. Il re allor fugge in barchetta; i suoi assaliti da’ Cristiani, per tre dì hanno l’avvantaggio; poi sono rotti e passati a fil di spade; presa la regina e troncatole il capo, il papa vuol per sè la di lei corona d’oro gemmato, e manda all’imperatore mille libbre d’oro per parte del bottino. Ma il re saraceno facea dono al papa d’un sacco di castagne minacciando di tornare con altrettanti uomini; Benedetto gli rimandava il sacco pieno di miglio aggiungendo: tanti uomini e più troverai vestiti di corazze per accoglierti. E il cronista, come scandalezzato di così fatta risposta, conchiude: Iddio giudica gli uomini; e noi preghiamolo che allontani tal flagello da quel paese, e gli accordi la pace.

Or ognun vede che si tratti d’unico fatto, di cui Ditmar scrisse le novelle che correano in Germania, cioè l’insulto degli Infedeli sopra una città imperiale, e la vendetta che n’avean presa i sudditi dell’imperatore; e i cronisti pisani notarono quel che loro premea, cioè la vittoria del navilio italiano. E però il primo ristringe il fatto a Luni; i secondi lo pongono in Sardegna; ai quali dobbiam credere come meglio informati, ancorchè non contemporanei. Tanto più che Ditmar, con quella fuga del re, prigionia della moglie, e data del 1016, ci mostra aver confuso le fazioni di questo e del 1015, come or or si vedrà nei racconto della fuga secondo gli autori arabi. Da un’altra mano non si può supporre che Ditmar abbia sbagliato il nome della città e provincia assalita. Dunque i Musulmani al tempo dell’impresa di Sardegna fecero una scorreria a Luni, prima o dopo la vittoria sopra Malôt, credo piuttosto prima che dopo; i Pisani e Genovesi gli diedero una rotta navale nello stesso anno 1015 e un’altra nella state del 1016.

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