Note 225 — CAPITOLO VI.
Reading edition
Baiân, p. 87; ibn-Khaldûn, l. c., p. 94 a 96; e Nowairi, l. c., tomo I, p. 404. Nowairi, il solo che dia la misura di superficie resa da me aratata, dice coppia arante. Si tratta al certo di una misura geodetica; e però la ho resa con la voce aratata, che non si trova nei vocabolarii, ma ch'era in uso in Sicilia fino ai principii del nostro secolo, e indicava un po' vagamente una vasta estensione di terreno. Ho evitato la nota voce iugero, la quale etimologicamente risponderebbe all'arabico zeug del Nowairi, ma denota una misura agraria ben diversa. Il jugerum era la superficie da potersi lavorare in un dì con una coppia di buoi; e risponde a poco più di 25 ari di misura francese. Il zeug, detto oggidì in Algeria zuigia, e anche gebda (zouidja e djebda in ortografia francese), è misura varia secondo i luoghi, e risponde più o meno al terreno che un giogo di buoi può arare in una stagione. Secondo i cenni che ne dà M. Worms, Recherches sur la propriété territoriale dans les pays musulmans, p. 421-422, credo denoti una superficie che varia dai sette ai diciotto hectares. Ciò basta a comprendere che si potessero porre 8 dinâr, ossia da 100 lire italiane, sopra ogni aratata di terreno. La voce zeug con questo medesimo significato occorre nelle memorie siciliane del X e del XII secolo, come a suo luogo si dirà.