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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. I

Note 497 — CAPITOLO IV.

Reading edition

Ibn-el-Athîr, l. c., scrive che il governatore (sâheb) di Palermo chiese ed ottenne l'amân per la propria persona e della sua gente (ahl) e per la “sua” roba (mâl, ossia beni mobili). La vaga significazione della voce ahl che or s'intende della famiglia o gente di casa, or del popolo, non ci permette di definire questa prima condizione del patto. Ma aggiungendosi che il governatore e i suoi se ne andavano per mare, è da credere che si trattasse di pochi ottimati, non di tutti gli abitanti. Quanto alla seconda clausola, Ibn-el-Athîr dice assicurata la roba “sua,” cioè del governatore, non la roba “loro,” come avrebbe scritto se ciò fosse stato accordato a tutti i cittadini.

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