Note 149 — CAPITOLO CXCV. Acquisto di Venezia e di Roma.
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L’abate Antonio Scoppa messinese, passato in Francia, vi scrisse molti libri didascalici, e principalmente sostenne essere la lingua francese non meno atta alla poesia che l’italiana, purchè i poeti volessero adattarsi a certe regole che suggeriva per l’accento e pel ritmo. Prediligeva il mutuo insegnamento, e dopo la restaurazione dei Borboni fu chiamato a introdurlo a Napoli. Questo metodo, proclamato per alcun tempo fra i liberali, ben presto fu abbandonato come quello che, rendendo materiale l’educazione, la riduce sensualistica.