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Storia degli Italiani, vol. 14 (di 15)

Note 78 — CAPITOLO CXCII. Guerra santa. Conquassi.

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Dico almeno in pubblico, giacchè Abercromby scriveva al Ministero inglese, aver lettera autografa del re, del 7 luglio, ove mostrasi disposto accettare come base di pace il territorio fino all’Adige; pace che, attesa la forza relativa della Sardegna e dell’Austria, non potrebbe dalle Camere e dalla Nazione esser considerata che onorevole e gloriosa. Correspondance, part. III, pag. 62.

La Gazzetta di Vienna 1º luglio 1848 riferiva come, per amore della pace, fosse stato proposto un armistizio, durante il quale si tratterebbe sopra la base dell’indipendenza della Lombardia, salvo alcuni accomodamenti finanziarj e commerciali; il Governo provvisorio aveva ricusato trattare, perchè la questione non era lombarda ma italiana; in conseguenza non restar all’Austria che appellarsi al giudizio del mondo, e raddoppiare di sforzi per sottomettere il paese insorto. Infatti Wessemberg, il 5 giugno, da Innspruck avea scritto al Casati tali proposizioni e Hümelauer le avea portate a Palmerston, che credette non vi s’acconcerebbero gli animi, sopreccitati in Lombardia.

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