Note 66 — CAPITOLO CXCI. Le insurrezioni.
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Balbo assicurava l’ambasciadore inglese Abercromby sapere di buona fonte che «se il Governo indugiasse a soccorrere i Lombardi, sovrasterebbe al Piemonte una rivoluzione repubblicana; onde, riconoscendo impossibile reprimere l’entusiasmo delle popolazioni sarde, avea soddisfatto alle domande dei deputati di Milano: Pareto diceagli, per poco che s’indugiasse, Genova sarebbesi sollevata, e scissa dagli Stati regj: a Vienna pure scriveasi dovere temere che le numerose società politiche di Lombardia e la prossimità della Svizzera non facessero proclamare un Governo repubblicano, disastroso alla causa italiana e a Casa di Savoja. Correspondance, ecc. Lettera di Abercromby a Palmerston del 23 e 24 marzo: — Il pericolo della monarchia di Sardegna divenne così imminente agli occhi de’ ministri, che furono costretti ad accondiscendere alle domande di ajuto presentate dai capi dell’insurrezione milanese, e appigliarsi a una linea di politica che non avrebbero adottata spontaneamente». «Supposto un principe il più schivo del nome e delle cose di guerra, il più freddo per la causa della nazionalità italiana, certo è, che suo malgrado, ei sarebbe stato trascinato dal torrente dell’opinione pubblica a recare soccorso ai Lombardi, salvo che amasse meglio vedere ribellati i sudditi e Genova repubblicana». Cibrario, Ricordi d’una missione a Carlalberto.