← Table of contents
Storia degli Italiani, vol. 14 (di 15)

Note 65 — CAPITOLO CXCI. Le insurrezioni.

Reading edition

«Qual è la paura dell’Austria? forse che Carlalberto o qualche altro principe italiano impugni il ferro e faccia l’impresa di Lombardia? oibò! ella sa quant’altri e meglio d’altri che tal tentativo non è oggi possibile, e che i concetti di questo genere non possono entrare nè capire nella mente di un principe così savio come il re di Sardegna». Gioberti, Gesuita moderno, 1847, vol. III, p. 577.

Il Balbo, nelle Speranze, rimoveva affatto l’idea d’un attacco. Il Durando, nella Nazionalità italiana, posava tutte le combinazioni sue strategiche sovra il supposto della guerra difensiva. Il Risorgimento, organo ministeriale, al 18 marzo scriveva: — Chi primo bandirà la guerra in Italia, avrà gettato le sorti del mondo, avrà sconosciuto i santi incrollabili principj che ci assicurano piena, infallibile, vicina vittoria... Sorda è l’Austria alle minaccie come alle blandizie, non si scuote, avvisa il suo tempo e il suo vantaggio con impassibil consiglio. Or di tutti i desiderj suoi il più ardente, il più sicuro si è quello di vedersi da noi assalita. Questo solo potrebbe ravvivarla, ecc.». Nel Mondo illustrato, pag. 723, è scritto dal grande panegirista di Gioberti: — Chi grida Morte all’Austria, Viva il re d’Italia, è nemico di Pio IX, e quindi scismatico; è nemico di Carlalberto, e quindi ribelle; è nemico della civiltà italiana, e quindi barbaro traditore».

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings