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Storia degli Italiani, vol. 12 (di 15)

Note 297 — CAPITOLO CLXXIII. Scienze matematiche e naturali.

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Ai lettori che non vogliono la lunga briga di paragonare il sistema del Moro con quel che, novant’anni dopo, pubblicava Elia di Beaumont, basti vederlo esposto in un sonetto del suo contemporaneo e paesano, conte Federico Altan:

Era tutt’acqua sia da borea ad ostro Che dall’orto all’occaso, allor che il foco, Il suo sdegnando sotterraneo loco, Scoppiò terribilmente all’aer nostro; A scogli scogli, e di più scogli un mostro Qua e là innalzando con orribil gioco, Indi ergendo altri monti, ond’è che a poco A poco nacque il bel terreno chiostro. E dell’acque in uscir quell’ampie moli Turba in sè, che ivi ancor si chiude e implica, Portâr di pesci e d’altro ond’è il mar pieno. Di là s’avvien che alcun di lor s’involi, Par che, veloce al pian scendendo, ei dica: Cerco tornare al mio gran padre in seno.

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