Note 241 — CAPITOLO CLXXII. Lettere e arti belle.
Reading edition
Il Goldoni in Siena assistette ad un’Accademia del Perfetti, il quale «cantò per un quarto d’ora delle strofe alla maniera di Pindaro. Nulla di più bello, nulla di più sorprendente. Era un Petrarca, un Milton, un Rousseau; insomma mi compariva Pindaro stesso». Memorie, cap. 48. Ma Carlo Gozzi, nelle Memorie inutili, dice: — Se un pittore volesse rappresentare in un quadro la Temerità o l’Impostura mascherata da poesie, non saprei meglio consigliarlo che a dipingere un improvvisatore di versi con gli occhi spalancati, le braccia all’aria, ed una calca di persone rivolte a quello co’ visi maravigliati e stupidi», p. 23. Eppure conchiude con lodar l’improvvisatore Sibiliato.
Fra gli altri improvvisatori levarono fama Teresa Bandettini (Amarilli Etrusca), Luigia Accarigi, Fortunata Fantastici, il mordace Matteo Berardi, il napoletano Gaspare Molli che improvvisava in latino come il Gagliuffi, Marcantonio Zucchi veronese che tenevasi pari al Perfetti, Luigi Serio napolitano, competitore della Corilla Olimpica, il quale morì combattendo il 1799; Gioachino Salvioni di Massa improvvisava in latino e in italiano, e lasciava dubbio se fosse un genio o un matto. Fra le poetesse ricorderemo Diamanta Faini-Medaglia bresciana, che scrisse pure in francese e latino, e seppe di matematiche: Maria Luigia Cicci studiosa di Dante, pisana; la Bargagli moglie di Gaspare Gozzi; Marianna Santini-Fabri bolognese, tutta morale; Faustina Azzi de’ Forti d’Arezzo; Prudenza Capizucchi-Gabrielli romana; Petronilla Paolini Massimi, de’ Tagliacozzo; la Bergalli, che tradusse le tragedie di Racine e il poema della Du Bocage; Elisabetta Caminer-Turra, che tradusse molti drammi e gli Idillj di Gessner, e faceva un giornale; Matilde Bentivoglio-Calcagnini ferrarese; la contessa Petronilla Sio napoletana; la contessa Pellegra Bongiovanni-Bossetti palermitana, che fece le risposte di madonna Laura al Petrarca. Sono lodate anche nella nostra età Paolina Grismondi-Suardi, detta Lesbia Cidonia, e la contessa Diodata Saluzzo. Silvia Curtoni-Verza di Verona, fra gli arcadi Flaminia Caritea, stese i ritratti d’alcuni suoi amici; Cornelia Gritti veneziana, detta Aurisbe Tarsense, fu amica del Cesarotti. Furono pure lodate Maria Angela Ardinghelli, fisica napoletana; Laura Bassi e la Manzolini che all’Università di Bologna professarono fisica e anatomia, dove poi insegnò greco la Clotilde Tambroni che in quella lingua improvvisava. Un prospetto delle donne illustri d’allora fu stampato dalla marchesa Canonici Facchini.