Note 247 — CAPITOLO CLXXII. Lettere e arti belle.
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Anche un altro Gesuita fece strillare le nostre mediocrità, lo spagnuolo Arteaga, arguto e pungente autore delle Rivoluzioni del teatro musicale, il quale appose alla lingua nostra d’esser pusillanime, e che nella prosa ci manchi «uno scrittore che riunisca i suffragi della nazione». Egli ripetea che la letteratura non dev’essere «ministra di divertimento e di piacere», ma «strumento di morale e legislazione» (tom. I. pag. 183; tom. III. pag. 95; e altrove).