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Storia degli Italiani, vol. 12 (di 15)

Note 210 — CAPITOLO CLXXI. Costumanze. Il teatro.

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Fra altri, il Monti si scaglia contro «la mostruosa farragine di sciocchezze della sua ridicola ambulazione in Italia, compilata nelle sagrestie». Ora di ciascuna città il Lalande porge le notizie statistiche, atmosferiche, astronomiche, le persone illustri, le industrie, il commercio, i pesi e le misure e monete, confrontati con quelli di Francia; ebbe cognizione di tutti i viaggiatori antecedenti; chiese i consigli degli uomini speciali, per esempio per Milano dal Volta, dal Tiraboschi, dal Giulini, dal padre La Grange gesuita matematico, che vi dimorava; per Vicenza dall’Arduini; per Padova dal Toaldo e dal Gennari; per Mantova dal Salandri, dal Betti. Poi fece rivedere tutta l’opera dal famoso astronomo La Condamine, e dal toscano Bencirechi maestro a Parigi.

Dopo ciò se prese granchi, se credette che una palma di rame della biblioteca Ambrosiana fosse vera, usiamogli indulgenza col confrontare gli errori che scappano nelle guide scritte da noi. Al Baretti par lodevole per «franchezza, fedeltà, disinteresse, imparzialità, e tale da non aver paragone». La Descrizione storica e critica dell’Italia, pubblicata in otto volumi a Firenze nel 1782, era poco più che una traduzione del Lalande. Il suo viaggio è del 1765-66; poi con molte aggiunte e correzioni ricomparve a Ginevra nel 1790 in sette volumi: Voyage en Italie, contenant l’histoire et les anecdotes les plus singuliers de l’Italie et sa description, les usages, les gouvernements, le commerce, la littérature, les arts, l’histoire naturelle, et les antiquités. Di questo noi ci valiamo.

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