Note 209 — CAPITOLO CLXXI. Costumanze. Il teatro.
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Vuol egli scolpare i cicisbei col mostrarli innocenti, e intanto li dipinge peggiori, cioè infemminiti. — Il bel mondo (dic’egli) va in chiesa tra le dieci e le undici del mattino; le gentildonne vi sono accompagnate dai servi e dai cicisbei. Un cicisbeo che conduce la sua dama, deve, sull’entrare nel tempio, precorrerla d’alcuni passi, e sollevar la portiera, intingere il dito nell’acquasanta e porgerla alla signora, che la prende, lo ringrazia con un piccolo inchino, e si segna. Gli scaccini presentano la seggiola alla dama e al suo cicisbeo. Finita la messa, ella porge l’uffizietto al servo o al damo, toglie il ventaglio, s’alza, si segna, fa una riverenza all’altar maggiore, e si avvia preceduta dal cicisbeo, che le offre ancora l’acquasanta, le solleva ancora la cortina, e le dà il braccio per tornar a casa». The Italians, cap. 30.