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Storia degli Italiani, vol. 12 (di 15)

Note 233 — CAPITOLO CLXXI. Costumanze. Il teatro.

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Vedi Memorie inutili della vita di C. Gozzi, scritte da lui medesimo e pubblicate per umiltà; Venezia 1797. La causa del Gratarol levò tal rumore, che neppur la rivoluzione fece dimenticarla. Da tutte quelle piazzesche baruffe tra Baretti, Chiari, Goldoni, Gozzi, si può trarre notizie sulla condizione economica de’ letterati d’allora. Due lire o due e mezzo venete compravasi un volume di ducento e più faccie; cinque soldi la gazzetta di Gaspare Gozzi. Un nulla doveansi dunque pagare i manoscritti; le traduzioni, tre o quattro lire al foglio; per sei furono tradotti l’Enciclopedia dello Chambers e il Middleton; Metastasio non ricavò un soldo dalla stampa dei suoi drammi, le cui dieci edizioni fruttarono diecimila luigi all’editore: cencinquanta zecchini fu pagato il Giorno a Parini, non cento luigi le opere di Morgagni. Per un sonetto a Venezia la tassa consueta era mezzo filippo. Carlo Gozzi calcola che, a dodici lire il foglio in-12º, un verso era pagato meno d’un punto da ciabattino.

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