Note 232 — CAPITOLO CLXXI. Costumanze. Il teatro.
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Perchè le cose or vanno d’altro piede, sentasi quel ch’ei dice del tempo suo: — Tostochè d’uno si parla, tutti si fanno lecito di esaminarne la vita, di notarne le azioni meno osservabili, d’interpretare le azioni sue. Le cose che lui riguardano, non si considerano quali sono in sè, ma quali ognun le vorrebbe. Se un uomo di lettere vive sequestrato dal comune degli uomini, egli è un selvaggio, un ingrato: se frequenta le numerose adunanze, è un ozioso che il suo credito fonda sui pregiudizj del mondo». Poeta, II. 2.