Note 218 — CAPITOLO CLXXI. Costumanze. Il teatro.
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«Nel mio ritorno a Salerno ho trovato il principe... che degnossi di prendermi in sua compagnia per far il viaggio della Calabria, dov’egli possiede delle gran terre. La Calabria è impestata di banditi, che sono molto da temersi sì pel loro numero, sì pel loro ardire. S’essi lasciano tranquillamente passare i Calabresi, perchè non portano molto denaro, i forestieri, che sono sospetti d’aver sempre la borsa ben fornita, potrebbero dar loro delle tentazioni più seducenti, se avessero tanta imprudenza da far questo viaggio senz’essere accompagnati da gente armata. Ella è cosa ridicola il volersi, come pretendono alcuni viaggiatori, burlare dei banditi del regno di Napoli; mentre il Governo stesso fa vedere che debbonsi temere. Imperocchè il procaccio, che vien di Roma a Napoli, è per la maggior parte della strada da soldati accompagnato. Il principe aveva a Salerno molti uomini armati, cui egli aveva fatti dalle sue terre spedire, perchè gli venissero incontro. Egli è parte per grandezza, e parte per la sicurezza loro propria, che i gran signori viaggiano in questa maniera nella Calabria. Un tempo essi facevansi da numerose truppe seguire; ma la Corte proibì loro queste compagnie rispettabili, e per lo riposo dello Stato e delle terre donde elleno passavano, troppo pericolose. Il duca di Monteleone, ch’è il più ricco signore del regno, andò, poco prima di noi, nelle sue terre in Calabria con una truppa di gente armata in guisa, che se l’avrebbe presa per un battaglione di soldati; ma mi fu detto che gli fu per far questo necessaria una licenza della Corte. Figuratevi de’ begli uomini grandi e ben fatti, tutti in vesti corte, e ben serrate al corpo, che hanno tutti quattro pistole attaccate alla cintura, ed un bello schioppo in ispalla, i quali vengono a domandarvi gli ordini per la partenza del principe fissata pel giorno dopo. Altri furono mandati avanti per andar a riconoscere il paese, e dare dappertutto gli ordini per ricevere il principe: gli altri, cioè i più belli ed i più bravi, furono scelti per accompagnarci». Lettere scelte d’un viaggiatore filosofo, 1777.