Note 216 — CAPITOLO CLXXI. Costumanze. Il teatro.
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Il marchese Giuseppe Gorani, nato a Milano il 15 febbrajo 1740, fu legato co’ pensatori di qua; ma più violento di essi, dovette spatriare, e venne cancellato dal ruolo de’ nobili. Nel 1770 scrisse un furioso trattato sul Despotismo. Affigliatosi ai filosofisti e alle società secrete, visitò l’Europa e specialmente l’Italia nel 1779: avvenuta poi la rivoluzione, Bailly lo fece ricever cittadino francese, e caldeggiando i Giacobini, divenne propagatore della rivoluzione: Gorani était mûr pour la révolution française. Dès qu’il connut notre déclaration des droits, il accourut pour nous aider à en faire la conquête: la patrie, reconnaissante des sacrifices qu’il nous a faits, et des services qu’il nous a rendus, l’a reçu citoyen français, avec les hommes les plus célèbres de l’Europe... Il n’as pas cessé de nous rendre, au risque de sa vie, ou du moins de sa liberté, d’importants services, que nous publierons aussitôt que la prudence nous le permettra (Prefazione alle Prédications de Joseph Gorani sur la révolution française 1793). Infatti egli propose di rivelar le colpe de’ governanti, e fatto un nuovo viaggio nel 1790, pubblicò i Mémoires secrets et critiques des cours, des gouvernemens et des mœurs des principaux Etats de l’Italie, opera che levò rumore, e il cui spirito è rivelato dall’epigrafe:
Des tyrans trop longtemps nous fûmes les victimes, Trop longtemps on a mis un voile sur leurs crimes: Je vais le déchirer.
Trascura dunque ciò che riguarda antichità e belle arti, lagnandosi anzi che da questa ammirazione non sia risultato alla fine che disprezzo per la nazion nostra; ma vuole denunziare all’opinion pubblica il despotismo sacerdotale, imperiale, reale, aristocratico, ministeriale. Passionato nel vedere, lancia giudizj arrisicati, propone cambiamenti or insani or improvvidi, ammonendo i tiranni a prevenire la giustizia più terribile, che è quella de’ popoli. Intrigò nelle rivoluzioni di Polonia, di Svizzera, di Napoli, di Venezia; ma caduto Robespierre, si ritirò a Ginevra, neppur uscendone quando i Francesi conquistarono la sua patria; e povero e obliato visse colà fin al 12 dicembre 1840.
* È inesatta la biografia datane de Michaud e copiata dai posteriori. David Moriaud avvocato di Ginevra trovò quattro volumi manoscritti delle memorie di esso, da cui Marc Monnier fece un articolo sulla Revue des Deux Mondes dell’ottobre 1874, esponendo le vicende di questo avventuriero, che volle dare a sè un’importanza esagerata, come fanno tutti i pari suoi, e che, dopo aver servito di agente secreto alle Corti e ai nemici delle Corti, essersi insinuato come frammassone nelle società filosofiche e rivoluzionarie, passò la vecchiaja nell’oscurità e nell’oblio, nè lasciò che libri detestabili.