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Storia degli Italiani, vol. 12 (di 15)

Note 169 — CAPITOLO CLXVIII. I re di Sardegna e quelli di Napoli.

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La spesa portava: per l’esercito ducati 3,500,000

Per l’armata » 1,000,000

Onorarj di magistrati » 150,000

Emolumenti di ministri e loro impiegati » 150.000

Mantenimento delle fortezze e altri edifizj » 200,000

Pensioni » 200,000

L’entrata dava 7 milioni di ducati, sicchè avanzavano ogn’anno » 1,800,000

L’esercito componeasi di trentacinquemila uomini, di cui seimila stavano in Sicilia, quattromila erano Svizzeri. Sono importanti i Mémoires sur le royaume de Naples del sig. Orloff, sebbene passionati: credonsi opera del napoletano De Angelo. Vedi pure Coco, Sulla rivoluzione di Napoli; Galanti, Descrizione geografica e politica delle Sicilie; Arrighi, Saggio storico per servire di studio alle rivoluzioni di Napoli.

* Nel 1774 fu fatta legge a Napoli che i magistrati dovessero motivar le sentenze sopra testi di legge. Ma quali erano i testi di legge da citare? Fu allora che Carlo Pecchia, mastro d’atti ossia cancelliere alla vicaria, tolse ad esporre tutte le leggi da cui doveasi dedurre il diritto allora vigente, cominciando dalle longobardiche, e via via a quelle della monarchia. Peccato che la morte interrompesse un lavoro, fatto con precisione, dottrina e critica, e certo molto più utile di quel del Filangieri, anche dopo che parve scienza il disprezzare tutta quella de’ nostri padri.

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