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Storia degli Italiani, vol. 12 (di 15)

Note 167 — CAPITOLO CLXVIII. I re di Sardegna e quelli di Napoli.

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Angiolino del Duca, povero villano servivasi d’una mula, ed essendogli morta, e il padrone volendone il prezzo, egli fu costretto vendere i pochi arredi, onde buttossi alla campagna e divenne brigante famoso. Spogliava baroni e signori, risparmiava i forestieri, anzi li scortava; passava di villaggio in villaggio, piantando tribunale e trovando facilmente in colpa i ricchi; ad altri scriveva lettere garbate, determinando le somme che doveano; talvolta agli assaliti toglieva sol la metà del denaro. Divideva lealmente il bottino co’ suoi, non assassinò mai. Avea proposto al re di mantener la quiete in tutto il regno se gli fissasse un soldo e un grado; e anche dopo il supplizio il popolo lo rimpiangeva come amico del popolo.

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