Note 88 — CAPITOLO CLXV. Alito irreligioso. Abolizione de’ Gesuiti.
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«La maggior parte dei cardinali che non erano stati consultati, e della nobiltà romana affezionata ai Gesuiti, attestarono una gioja poco decente, e un odio ingiusto o troppo violento. Le satire, che in tali circostanze inondano il pubblico, son più crudeli e atroci qui che altrove, perchè il fanatismo di Roma è in questo momento al sommo grado», così scriveva il cardinale Bernis, ap. Theiner, vol. II. p. 516. Il quale Theiner parla d’insulti fatti alla memoria di quel papa: «Il cardinale De Bernis fu obbligato a tenere a proprie spese una guardia secreta, che giorno e notte vegliasse attorno al catafalco per prevenire gli scandali...; noi abbiam avuto la pazienza di leggere quelle satire, che sono molte centinaja, e dobbiam convenire che passano in impudenza e grossolanità quelle che mai fossero fatte contro Gesuiti»; p. 521. Fu scritto anche in difesa di lui, e qualcuno, noveratine i meriti, conchiudeva:
E pur morii di morte aspra e spietata, E Roma applaude al doloroso evento; O mercede inumana! o Roma ingrata!
Il difensore non ferisce meno dell’offensore.