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Storia degli Italiani, vol. 12 (di 15)

Note 61 — CAPITOLO CLXV. Alito irreligioso. Abolizione de’ Gesuiti.

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Lib. VIII. 272. Della censura dice ch’è usurpazione l’attribuirsela la Chiesa, mentre «ai principi importa che lo Stato non si corrompa, e che i suoi sudditi non s’imbevino d’opinioni che ripugnino col buon governo: nel che ora più che mai è bisogno che veglino per le tante nuove dottrine introdotte contrarie all’antiche ed a’ loro interessi e supreme regalìe; poichè da quelle ne nascono le opinioni, le quali cagionano le parzialità che terminano poi in fazioni, e finalmente in asprissime guerre». lib. XXVII. c. 4.

Ivi egli discorre a lungo delle proibizioni poste nel regno ai vescovi di stampare senza licenza dei ministri regj, neppur i concilj e i calendarj, «ciò che poi si è inviolabilmente osservato sempre che i ministri del re han voluto adempire alla loro obbligazione ed aver zelo del servigio del loro signore».

Fin dall’introduzione alla nostra Storia universale noi ci mostrammo severissimi al Giannone, e ne soffrimmo amari rimbrotti. Lo scrittore italiano oggi più conosciuto (Manzoni) venne poi ad appoggiare que’ nostri giudizj, e mentre alcuni sentimentalisti perseverano a confondere il merito dello scrittore colla compassione al soffrente, autori serj appoggiarono il nostro parere; e vogliam solo accennare Alfredo Reumont, che lo adottò affatto, e dice che nichts als einen Auszug aus Parrino geliefert, dem er dann seine juristischen Excurse anhängt. Nur letztere haben Werth und sind voll Gelehrsamkeit und Scharfsinn: sonst ist dies Buch unendlich überschätzt worden. Historischer Geist ist in dem erzählenden Theile nicht: ist eine trockne, schleppende, reizlose Darstellung, ohne Anmuth des Styls, noch Lebendigkeit des Vortrags; eine langweilige monotone Pragmatik ohne tieferes eingehn in die sittlichen Zustände, ohne Geltendmachen der welthistorischen Beziehungen. Wie weit steht dieser Autor des achtzehnten Jahrhunderts, der in seinem Buche nur ein Advocat ist etc. Die Carafa von Maddaloni; Berl. 1851, t. II. p. 362.

Delle opere inedite del Giannone già parlammo alla nota 34 del cap. XXXI. La sua vita demmo negli Italiani Illustri.

L’Archivio storico per le provincie napoletane, fasc. 1, p. 120 del 1872 riferisce la discussione tenutasi l’aprile 1723 dal vicerè e dal Consiglio collaterale sulla stampa della storia del Giannone, che aveva eccitato molto scandalo: e vi si racconta di un quadro, ove il Giannone era dipinto frustato sopra un asino; e che il popolo minuto l’avea preso in tal odio, che guaj se compariva.

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