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Storia degli Italiani, vol. 12 (di 15)

Note 83 — CAPITOLO CLXV. Alito irreligioso. Abolizione de’ Gesuiti.

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Nell’editto asserendosi che san Carlo l’aveva introdotta per vie oblique e senza il regio exequatur, l’arcivescovo Pozzobonelli rispose che tale formalità non era in quei tempi necessaria, nè poteva credere che il santo suo predecessore avesse ricorso a sotterfugi. Altrettanto protestò il Durini vescovo di Pavia. Già in Piemonte, coll’istruzione del 20 giugno 1755 (rinnovata poi da Carlalberto nel 1831) si proibiva la lezione propria di Gregorio VII «con altri infiniti libri maligni e sediziosi non meno di quelli che tentano di rendere al papa soggetta la podestà temporale de’ principi, insegnando che ai medesimi, quando sono scomunicati, non si possa obbedire di coscienza, o che al papa spetti il deporli e sciogliere i popoli dal giuramento di fedeltà».

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