Note 81 — CAPITOLO CLXV. Alito irreligioso. Abolizione de’ Gesuiti.
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In una lettera del ministro Choiseul al cardinale Bernis ambasciadore, del 26 giugno 1769, principal motore dell’abolizione compare Carlo III, e che il pontefice per ogni via allungasse la cosa. — Io credo col re di Napoli che il papa operi debole o falso: debole, se tituba nel fare quello che il suo spirito, il suo cuore, le sue promesse gl’impongono; falso, se cerca tener a bada le corone con speranze illusorie. In ambidue i casi, i riguardi sono inutili con lei, perocchè noi avremmo bel fare a risparmiarlo: s’egli è debole, lo diventerà più quando si accorga che nulla deve temere da noi; s’è falso, sarebbe ridicolo lasciarli concepire la speranza che noi soggiacessimo alle sue astuzie. E così faremmo, se aspettassimo che il santo padre avesse il consentimento di tutti i principi cattolici per l’abolizione de’ Gesuiti: ella ben vede che lungaggini, che difficoltà ne verrebbero. La corte di Vienna non darà il consenso che con restrizioni e con vantaggiosi patti: la Germania darallo con fatica: la Polonia, eccitata dalla Russia, per farci un mal tiro lo rifiuterà: la Prussia e la Sardegna (ben le conosco) faranno lo stesso. Quindi il papa non giungerà mai a riunire questo consenso di principi, e quando ci propone una tale clausola, ci tratta come ragazzi che non hanno cognizione degli uomini, degli affari e delle Corti. Ma quando il santo padre aggiunge che al consentimento de’ principi quello pur si deve congiungere del clero, egli vuol proprio la burla di voi. Il consenso del clero non potrà darsi nelle forme legali se non adunando un concilio; e questo non può esser convocato in paese cattolico, senza la volontà de’ principi e del pontefice. Ai principi soli della Casa tocca dunque di sollecitare il papa ad estinguere una società a loro infesta; e pei principi soli della casa di Borbone il santo padre deve determinarsi a questa accondiscendenza... S’io fossi ambasciadore a Roma, mi vergognerei di vedere il padre Ricci antagonista del mio padrone».