Note 59 — CAPITOLO CLXV. Alito irreligioso. Abolizione de’ Gesuiti.
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A tacer quello che altri già notarono, cominciando dal Denina (Vicende della letteratura, tom. II, p. 27), egli copia intera la vita del Toledo dal Miccio, senza tampoco citarlo. A Carlo VI scriveva nella dedica: «Il maggior pregio onde dobbiamo gir alteri nel suo felicissimo regno, è l’aver ella col decoro dell’imperial maestà sostenuto e fatto valere tra noi ed a nostro pro i suoi legali diritti e le sue alte e supreme regalìe». Muore un bambino appena nato di Carlo II? e il Giannone scrive che «morte troppo acerba, crudele ed inesorabile a noi presto cel tolse, lasciandoci in amari lutti e pianti» Lib. XL, c. 4.