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Storia degli Italiani, vol. 12 (di 15)

Note 174 — CAPITOLO CLXIX. Le repubbliche. Lucca. Genova. La Corsica.

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Questo stato non cessò per anco: prova contro chi ne incolpa il Governo genovese. Pasquale Paoli dichiarò infame chi violasse una pace giurata; e in faccia alla sua casa alzavasi un palo, segno di postera infamia.

Nel 1835 la città di Sartena, e i comuni di Gavignano, Fossano, Santa Lucia di Tallano ed altri erano sossopra per tale guerra intestina, e le condanne o assoluzioni divenivano nuovo fomite ed occasione di rancore; e passavano perfino anni intieri senza che un matrimonio fosse iscritto sui libri. Il generale Lallemand, già compagno di Napoleone e allora pari di Francia, unito all’avvocato Figarelli, pensò tor via questi scandali, e colle buone di qua, di là, riuscirono a far soscrivere le paci, ed ebbe la bella gloria di mantenerla per molti anni ne’ cinquantacinque Comuni dell’isola.

A Santa Lucia di Tallano, il prete Giovanni Santa Lucia, capo d’un partito composto della sua famiglia e de’ Giacomini, e avverso a quel de’ Poli e dei Chiliscini, risvegliò le ire nel 1839, facendo o lasciando eseguire un assassinio: Giudice Giacomini vi preparò gli spiriti col metter fuori i calzoni di suo figlio, ammazzato già tempo dagli avversarj, e minacciar la moglie dell’uccisore: alfine furon morti di fucilata un Chiliscini e un Poli in una festa di nozze.

Poc’anni fa morì il Franceschino, famoso bandito, che traevasi dietro una banda di due o trecento uomini, e che, oltre saccheggiare ed esercitare la vendetta pretendea far miracoli, e molti ne operò. Una volta propose di risuscitar un morto, e tra la folla accorsa al nuovo spettacolo venne pure il prefetto d’Ajaccio, con buona scorta, che indusse i paesani a questo patto: se il miracolo succedesse, onorerebbe grandemente egli pure il Franceschino; se no, essi gliel consegnerebbero. Il bandito stimò opportuno sottrarsi alla prova, e fuggì a Roma, ove morì cappuccino.

Nel gennajo del 1855 il bandito Castelli nella pieve di Fimorbo, ricca d’eccellenti uffiziali come di audacissimi facinorosi, compì imprese romanzesche e scelleratissime.

Basta guardar la Gazzetta de’ tribunali di Parigi per trovarvi continui esempj di siffatte vendette.

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