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Storia degli Italiani, vol. 12 (di 15)

Note 14 — CAPITOLO CLXI. Venezia e i Turchi.

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«Persona assennata, che allora si trovò in Venezia, mi assicurò che le parve di vedere il dì del finale giudizio; tanti erano i gemiti, le lagrime e gli urli dell’uno e dell’altro sesso. Andava il popolo fanatico per le contrade deplorando la grande sciagura, vomitando spropositi contro la Provvidenza, maledizioni contro de’ Turchi, e villanie senza fine contro del generale Morosini, chiamandolo ad alte voci traditore». Muratori, ad annum.

Giovanni Sagredo era ambasciadore ordinario in Francia al tempo della Fronda, caro al Mazarino, dal quale impetrò sussidj per la guerra di Candia; passò poi ambasciadore in Inghilterra, e già citammo i ragguagli che di là scriveva (Cap. CLVII, not. 19). Stese pure Memorie storiche de’ monarchi ottomani, l’Arcadia in Brenta ed altre opere rimaste inedite e peccanti di strano secentismo. In patria ebbe le prime dignità e fu anche eletto alla suprema nel 1676, ma il maggior consiglio non l’approvò.

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