Note 12 — CAPITOLO CLXI. Venezia e i Turchi.
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L’opera era stata suggerita da Luigi Grotto, detto il Cieco d’Adria, che quantunque perdesse gli occhi sin da fanciullo, studiò attento e fu valente idraulico; e nell’orazione da lui recitata a tal uopo in senato, adoprava il principio enunziato un secolo dopo dal famoso padre Castelli, che un corso d’acqua di determinata misura può passare per una sezione più o meno ristretta secondo la maggiore o minor sua velocità. Vedasi una memoria del ministro Paleocapa, pubblicata nel 1856 sopra il protendimento delle spiaggie dell’Adriatico.