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Storia degli Italiani, vol. 12 (di 15)

Note 10 — CAPITOLO CLXI. Venezia e i Turchi.

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Pag. IV. 50. Sulla regolarità di quel processo s’è già scritto da molti; e qual v’è tribunale che non sia infallibile? Ben ne fece ammenda il consiglio dei Dieci con decreto 16 gennajo 1622, che fu letto nel maggior consiglio; poi in Sant’Eustachio gli fu posta quest’iscrizione:

ANTONIO FOSCARENO EQVITI BINIS LEGATIONIBVS AD ANGLIÆ GALLIÆQVE REGES FVNCTO, FALSOQVE MAIESTATIS DAMNATO, CALVMNIA IVDICII DETECTA, HONOR SEPVLCRL ET FAMÆ INNOCENTIA X VIRVM DECRETO RESTITVTA MDCXXII.

Marco Foscarini riformatore, in un’arringa tenuta nella correzione del 1761-62 diceva: — Tegno per domestica tradition la grata e tenera memoria de quel zorno 16 gennaro 1662, quando xe stada dichiarada nel mazor consegio con solene parte, e po resa nota a tutte le Corti, la tragica vicenda caduta sora un cittadin che avea sostenude le prime dignità della patria. Xe stà allora che la povera mia casa ha accolto un prodigioso numero de nobili concorsi a manifestar sentimenti misti de lagrime e de consolation ecc.»

Il processo contro il Fornaretto vorrebbe mettersi al 1505; ma pare favoloso. Costui, andando la mattina a portar il pane per le case, trovò il fodero d’un pugnale e se lo pose in tasca; la ronda, che avea tratto dal canale un ucciso, arrestò il Fornaretto, e gli trovò addosso quel fodero, corrispondente al pugnale che portava in cuore l’assassinato. Ben bastava per accusarlo; la tortura avrà fatto il resto.

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