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Storia degli Italiani, vol. 11 (di 15)

Note 272 — CAPITOLO CLVIII. Scienze morali e filosofiche. Economia. Storia.

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In una del 1580 da Lisbona loda infinitamente le qualità della pietra bazar, cioè del belzoar, che si sa essere una concrezione intestinale; e come operi prodigi per far uscire le petecchie, provocando sudore e secrezioni, e guarisca della peste per testimonianza di Galeno, degli Arabi e di Alberto, sebbene egli non possa capacitarsi come ciò avvenga, atteso che la peste è corruzione, e la corruzione è mancamento del calore innato nell’umidità; mentre quelle pietre sono fredde e secche di complessione, sicchè non possono ristaurar il calore. D’esso bazar usano in polvere pigliandone tre o quattro grani, con acqua di rose, o la mettono nelle posteme velenose; legate in oro le portano al collo come virtuose più della brettonica per cacciar la melanconia, guardar da veleni, ecc. E dall’India e dal Portogallo spedisce ogni tratto pietre e legni di specifica meraviglia, per tornar il latte alle donne, per chetare l’epilessia, ecc.

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