Note 254 — CAPITOLO CLVIII. Scienze morali e filosofiche. Economia. Storia.
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L’argomentazione cartesiana dell’io penso, dunque esisto trovasi in Bernardino Ochino, Catechismo; Basilea 1561: Ministro. Ti prego, illuminato mio, che tu mi dica s’egli ti par essere o no.
Illuminato. Mi par essere: ma per questo non so certo che io sia; imperocchè in parermi essere, forse m’inganno.
Min. È impossibile che, a chi non è, gli paja d’essere; però, poi ch’ei ti par essere, bisogna dire che tu sia.
Illum. Così è vero.
La soggettività della sensazione era stata predicata da Galileo nel Saggiatore, dicendo: — Che ne’ corpi esterni, per eccitare in noi i sapori, gli odori e i suoni, si richiegga altro che grandezze, figure, moltitudini e movimenti tardi e veloci, io non lo credo; e stimo che, tolti via gli orecchi, le lingue e i nasi, restino bene le figure, i numeri e i moti, ma non già gli odori nè i sapori nè i suoni, li quali fuor dell’animale vivente, non credo che sien altro che nomi, come appunto altro che nome non è il solletico e la titillazione, rimosse le ascelle e la pelle intorno al naso».