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Storia degli Italiani, vol. 11 (di 15)

Note 190 — CAPITOLO CLVII. Letteratura.

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Vedasi, tra le altre, la lettera a Maurizio Cattaneo: — Una lettera è sparita, e credo se l’abbia portata il folletto... e questo è uno di quei miracoli, che io ho veduto assai spesso nello spedale; laonde son certo che siano fatti da qualche mago; e n’ho altri molti argomenti... Oltre quei miracoli del folletto, vi sono molti spaventi notturni... ho vedute ombre... ho udito strepiti spaventosi... e fra tanti terrori e tanti dolori m’apparve in aria l’immagine della gloriosa Vergine col Figliuolo in braccio... E benchè potesse facilmente essere una fantasia, perchè io sono frenetico, e quasi sempre perturbato da varj fantasmi e pieno di malinconia infinita, non di meno, per la grazia di Dio, posso cohibere assensum alcuna volta..... S’io non m’inganno, della frenesia furono cagione alcune confezioni ch’io mangiai tre anni sono... Dappoi la malìa fu rinnovata un’altra volta... La qualità del male è così maravigliosa, che potrebbe ingannare i medici più diligenti; onde io la stimo operazione di mago e sarebbe opera di pietà cavarmi di questo luogo, dove agl’incantatori è conceduto di far tanto contro di me... Del folletto voglio scrivere alcuna cosa ancora. Il ladroncello m’ha rubati molti scudi di moneta, nè so quanti siano, perchè non ne tengo conto come gli avari; ma forse arrivano a venti: mi mette tutti i libri sossopra, apre le casse, ruba le chiavi, ch’io non me ne posso guardare». 25 dicembre 1585.

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