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Storia degli Italiani, vol. 11 (di 15)

Note 207 — CAPITOLO CLVII. Letteratura.

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Benedetto Aresi milanese, nato nel 1673, lasciò manoscritti sette volumi di «voci e frasi italiane più usitate, e che non si trovano ne’ vocabolarj». Buoni appunti alla Crusca fece Giulio Ottonelli, che nel 1609 scriveva ad Alessandro Tassoni ancor principiante, di evitare le parole vecchie e disusate, adducendo in prova il Pinelli che volle abbellire con esse la sua traduzione dei salmi di san Bonaventura, e «pensando acquistarsene lode, ne ha avuto biasimo da tutti, e da’ suoi proprj accademici della Crusca». Lettere d’uomini illustri, Venezia 1749, pag. 478. In questa raccolta ve n’ha molte di bellissime del Pignoria.

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