Note 202 — CAPITOLO CLVII. Letteratura.
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Il Marini volle impacciarsi anche delle quistioni religiose di Francia, e nella Sferza, invettiva a quattro ministri dell’iniquità (Napoli 1626) percosse quattro autori d’un’opera eretico-democratica. Mentre i parlamenti imputavano di tirannicidio i Gesuiti, egli sostiene che i Calvinisti sono nemici dei re; e conchiude questa volta senza metafore, che «al fuoco dannare si devono tutti coloro insieme con quei libri dove tali dottrine si contengono; deonsi punire gl’impressori e i venditori di essi;... deonsi spianare le loro cattedre e diroccare le loro chiese».