Note 179 — CAPITOLO CLVI. Belle arti.
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Egli rivela il suo metodo nel famoso sonetto a lode di Nicolino dell’Abate, dove la poesia non val meglio che il precetto:
Chi farsi un buon pittor brama e desia, Il disegno di Roma abbia alla mano, La mossa coll’ombrar venezïano, E il degno colorir di Lombardia; Di Michelangiol la terribil via, Il vero natural di Tizïano, Di Correggio lo stil puro e sovrano, E di Raffael la vera simmetria; Del Tibaldi il decoro e il fondamento, Del dotto Primaticcio l’inventare, E un po’ di grazia del Parmigianino: Ma senza tanti studj e tanto stento Si ponga solo l’opre ad imitare Che qui lasciocci il nostro Nicolino.